Vero o Falso – “Senza olio di palma” sinonimo di qualità?

Quando sei al supermercato ti basta leggere sulla confezione del prodotto “senza olio di palma” per convincerti a comprare? Niente di più sbagliato!

Scopri come un prodotto può far male alla salute pur non contenendo olio di palma.

L’ormai famoso olio di palma è il grasso tropicale che si estrae dal frutto dell’omonima pianta e viene utilizzato dalle industrie per la preparazione di svariati alimenti: biscotti, torte, fette biscottate, gelati, alimenti per bambini, ecc.. L’olio di palma lo troviamo davvero ovunque ed è proprio questo suo uso molteplice e ubiquitario ad aumentarne l’esposizione e quindi la pericolosità.

L’olio di palma viene utilizzato dalle industrie perché è un olio inodore e insapore che costa poco, aumenta la shelf-life del prodotto e può essere utilizzato in tutte le preparazioni sia dolci che salate.

La cattiva reputazione di quest’olio è dovuta alla qualità dei grassi che lo costituiscono: il 47% dei grassi sono saturi i quali sono correlati ad un aumento del colesterolo e quindi al rischio di malattie cardiovascolari, non trascurabile poi è la presenza di acidi grassi trans (isomeri dei grassi insaturi), che si formano nel processo di raffinazione dell’olio di palma; anch’essi sono dannosi per la salute perché il loro consumo è correlato con un aumento nel sangue del colesterolo LDL (cattivo) e una diminuzione del colesterolo HDL (buono). I grassi trans sono più dannosi di quelli saturi. 

Dagli ultimi studi effettuati dall’EFSA è emerso inoltre che durante il processo di raffinazione dell’olio di palma si sviluppano sostanze genotossiche. Tale studio è stato presentato e spiegato approfonditamente nel Journal of Culinary Nutrition (n°8) di agosto dal Professore Vincenzo Brandolini e ripreso in questo numero da Chiara Manzi.

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OLIO DI PALMA: COME VIENE SOSTITUITO?

Dopo l’allarme olio di palma numerose industrie sono corse ai ripari sostituendolo con altri grassi per poi poter scrivere sulla confezione la dicitura “senza olio di palma”.

Con cosa è stato sostituito? Mentre alcune aziende hanno optato per oli qualitativamente migliori come olio di girasole, di oliva, di mais, altri sono passati dalla padella alle braci sostituendolo con olio di cocco, burro di karitè e burro di cacao. Questi grassi infatti hanno un contenuto di grassi saturi superiori al palma; il più emblematico è l’olio di cocco con l’ 87% di saturi.

confronto-grassi

Un altro olio che compare sempre più spesso nelle etichette è l’olio di colza, da decenni sotto accusa per il suo contenuto di acido erucico. L’acido erucico è un composto tossico per l’uomo e un regolamento europeo varato nel 2014 fissa il limite massimo di acido erucico a 50 g/kg negli alimenti e nelle miscele di oli utilizzate nell’industria e 10 g/kg negli alimenti destinati all’alimentazione dei bambini.Come possiamo vedere nella tabella anche il burro ha una percentuale di grassi saturi simile all’olio di palma ma grazie all’assenza di trans si può considerare un grasso qualitativamente migliore e da preferire, se utilizzato nelle giuste quantità.

Per ovviare al problema dell’acido erucico, dopo un’intensa selezione delle colture, si è ottenuta una nuova varietà chiamata “canola” a basso contenuto di acido erucico. Non ci sono evidenze scientifiche dell’effetto di questo olio sulla salute.

C’É UNA SOLUZIONE A TUTTO QUESTO?

L’Art joins Nutrition Academy con il supporto di ASSIC affianca quotidianamente le aziende fornendo loro una consulenza per arrivare all’obiettivo più importante, senza aumentare i costi ne diminuire la shelf-life del prodotto: dare alla gente un prodotto che non solo sia buono ma che faccia anche bene, con le giuste calorie, con meno grassi e zuccheri,più fibre, vitamine e minerali; privo di sostanze nocive e contaminanti di processo.

E sono proprio queste le caratteristiche che dobbiamo valutare, nel loro insieme, prima di acquistare un prodotto. Un alimento può non contenere olio di palma ma essere fatto con olio di cocco o avere un’elevata quantità di zuccheri e pochissima fibra; “senza olio di palma” non implica obbligatoriamente che il prodotto sia salutare e bilanciato in tutti i suoi nutrienti.

In conclusione: “Senza olio di palma” sinonimo di qualità? Falso!

QUALI PRODOTTI SCEGLIERE?

Preferisci i prodotti che non contengono olio di palma ma verifica che questo sia stato sostituito da un olio che ha una quantità di saturi inferiori, quindi: oliva, girasole, arachidi, soia, mais, riso e per le ragioni già dette anche burro. Oltre alla qualità delle materie prime verifica i valori nutrizionali e la posizione degli ingredienti ricordandoti che in etichetta sono indicati in ordine decrescente di peso.

Ad esempio se stai scegliendo dei biscotti non prendere quelli che hanno lo zucchero al primo posto o un grasso al secondo posto. Sono da preferire quelli che hanno un’etichetta simile a questo ordine: farina, fecola, inulina (fibra), zucchero, olio extravergine, uovo…

La prossima volta che vai al supermercato non ti fermare alla “facciata” delle confezioni, leggi l’etichetta e se hai qualche dubbio o curiosità scrivici o inviaci l’etichetta.

Dott.ssa Francesca Grisenti

Laureata in Scienze Gastronomiche all’Università degli Studi di Parma – Diplomata in Culinary Nutrition