Blue zones – Non esistono limiti al desiderio di una vita eterna!

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Vita eterna o lunga vita in salute? Oggi sono queste le domande del secolo.

Mentre aspettiamo i fantascientifici risultati della scienza che studia come raggiungere la vita eterna, di cui forse non potremo avere ricordi, sarebbe auspicabile agire attivamente e applicare ciò che ad oggi è già chiaro e tangibile per ottenere una vita sana e lunga.

 Mentre la scienza e la medicina studiano senza sosta come migliorare lo stato di salute favorendo una vita più longeva, vi sono persone che invece investono milioni di dollari per cercare il segreto dell’immortalità.

E’ il caso, per esempio, del magnate russo Dmitry Itskov il quale auspica di poter un giorno estrarre i cervelli dalle scatole craniche per inserirli in veri e propri avatar robotici. Secondo la sua “visione”, corpo e vita materiale verrebbero totalmente abbandonati e continueremmo così a vivere sotto forma di ologrammi che vagano nella rete, pura energia senza più alcun legame con il mondo fisico.

Oppure ancora un illustre ingegnere Ray Kurzweil crede che in futuro verranno iniettati minuscoli ‘nanobot’ nel nostro sistema circolatorio. Questi si occuperanno della nostra salute e accresceranno le nostre capacità, fino a renderci più simili a macchine che a uomini.

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Dal 2013, i fondatori di Google hanno dato vita ad un progetto di ricerca nel settore delle biotecnologie che ha tra i suoi obiettivi principali la lotta all’invecchiamento.

Affidarsi alla speranza che un giorno qualcuno bussi alla nostra porta regalandoci l’immortalità, non ci aiuterà però ad acquisire la giusta consapevolezza che dobbiamo essere noi, in prima persona, ad impegnarci per migliorare il nostro stile di vita preservando la nostra salute auspicando ad una sana longevità.

Un esempio di grande atteggiamento mentale ci viene suggerito dagli abitanti di Loma Linda, in California ed in particolare dagli appartenenti alla comunità degli Avventisti del Settimo Giorno. Essi rappresentano una delle Zone Blu dove il numero di ultra-centenari è molto alto rispetto al resto del mondo.

Strano pensare che proprio negli Stati Uniti, posto col più alto tasso di obesità, diabete, malattie metaboliche e Alzheimer, si possa detenere un tale primato. Eppure, in questa “bella collina” (questo il significato di Loma Linda), gli avventisti del settimo giorno seguono una religione che scoraggia espressamente il fumo, l’alcol, o ancora alimenti considerati impuri dalla Bibbia, come il maiale, o gli alimenti molto conditi, le bevande con caffeina e persino l’uso di spezie stimolanti.

Tutti questi principi, sembrano aver contribuito a trasformare Loma Linda in un’oasi di longevità e salute.

Circa 50 anni fa, nel 1958, i ricercatori della Loma Linda University, intrapresero una ricerca “The Adventist Mortality Study” su 22940 avventisti californiani che furono seguiti per ben 30 anni. Nello stesso periodo l’American Cancer Society condusse uno studio analogo. Confrontando i tassi di mortalità per tutti i tipi di tumore si osservò che gli avventisti avevano un tasso di mortalità inferiore del 40% per gli uomini e del 24% per le donne rispetto alla popolazione di riferimento dell’American Cancer Society. Ciò che emerse di molto più interessante da questa ricerca, fu che gli avventisti presentavano un’incidenza molto più bassa anche verso altre forme tumorali, cardiopatie e diabete.

Fu così che proseguì una nuova ricerca: la Adventist Health Study-1 (AHS-1), finanziata dal National Institute of Health. Furono esaminate 34000 avventisti di età superiore ai 25 anni dal 1974 al 1988.

Nel 2002, invece, è iniziata una seconda versione dello stesso studio tutt’ora in corso, chiamato AHS-2, su 96000 avventisti di età compresa tra i 30 e i 112 anni e provenienti da tutti i 50 stati degli Stati Uniti e dal Canada.

Cosa è emerso dal primo studio?

  • Dal primo studio è emerso che i maschi e le donne avventiste vivono rispettivamente 7,3 e 4,4 anni in più rispetto ad un californiano.
  • Una delle scoperte chiave del AHS-1 fu che la metà degli avventisti era vegetariana, o comunque consumava carne molto raramente e questo parrebbe giocare un ruolo chiave nella loro longevità.
  • La probabilità di sviluppare un tumore al colon era maggiore nei consumatori di carne (65%) rispetto a coloro che consumavano molti più legumi (30-40%).

L’organizzazione Mondiale della Sanità consiglia di non superare i 350gr di carne rossa e lavorata alla settimana, di cui 50 gr di salumi e insaccati. Nel mese di ottobre 2015 l’International Agency for Research on Cancer (IARC)  di Lione, un’agenzia dell’Organizzazione mondiale della sanità che valuta e classifica le prove di cancerogenicità delle sostanze, ha definito la carne rossa come probabilmente cancerogena (classe 2A della classificazione dello IARC)  e la carne rossa lavorata (insaccati e salumi) come sicuramente cancerogena (classe 1 della classificazione dello IARC).

Lo studio proseguì anche intorno agli alimenti grassi, con maggior concentrazione sulla frutta a guscio. Gli avventisti consumando frutta a guscio 5 volte alla settimana riducono del doppio il rischio di sviluppare cardiopatie rispetto a chi non ne consuma.

Noci, mandorle e nocciole sono ricche di fibre, minerali, tocoferoli (potenti antiossidanti)i, fitosteroli , e composti fenolici, questo le rende utili nel contrastare malattie coronariche, calcoli biliari e diabete. Anche la pressione sanguigna, l’adiposità viscerale e la sindrome metabolica sembrano trarre benefici dal consumo di frutta secca. E’ stato inoltre osservato che il consumo di  frutta a guscio è associata anche ad un minore  rischio di diabete di tipo 2 e  cancro del colon.

Non sarà certamente solo il consumo di frutta a guscio a determinare la longevità degli avventisti del settimo giorno, ma se a questo sommiamo la loro dieta prevalentemente vegetariana, molto probabilmente, l’insieme delle due cose aggiunge qualche certezza in più.

Quello che gli epidemiologi confermano sulla dieta e sul cancro è che il consumo di molta frutta e verdura è fondamentale per proteggerci da numerose forme tumorali. In particolare il consumo di legumi almeno 3 volte a settimana e il riso integrale, almeno una volta alla settimana, era collegato a un rischio ridotto di polipi del colon rispettivamente del 33% e del 40% (AHS-2). Mangiare questi alimenti può ridurre il rischio di polipi del colon, che a sua volta ridurrebbe il rischio di cancro del colon-retto”, afferma l’autrice principale Yessenia Tantamango, MD, ricercatrice post-dottorato presso l’Adventist Health Study-2 della Loma Linda University

Il cancro del colon è la seconda causa di morte per cancro negli Stati Uniti e il terzo più comune cancro in uomini e donne, secondo l’American Cancer Society.

Il consumo di verdure cotte verdi una volta al giorno o più, rispetto a meno di cinque volte alla settimana, sembra essere associato a una riduzione del 24% del rischio di polipi del retto / del colon. 

Il consumo di frutta secca tre volte a settimana o più, rispetto a meno di una volta alla settimana, è associabile a un rischio ridotto del 26%.

Anche la semplice acqua può contribuire ad una vita sana e lunga,

Infatti, lo sutdio AHS-1 ha messo in evidenza un altro dato che spesso viene sottovalutato o poco considerato. Mi riferisco al consumo di acqua. Gli avventisti del settimo giorno consumano tantissima acqua, naturale e a temperatura ambiente ogni giorno. Si è visto che chi consuma 5 o 6 bicchieri di acqua al giorno, diminuisce il rischio di mortalità improvvisa del 60-70% rispetto a chi non beve molta acqua. Questo dato sembra essere approfondito nel secondo studio.

Il 60% circa del nostro corpo è composto di acqua. Secondo la Mayo Clinic in media sono necessarie 8 tazze di acqua per sopperire alla quantità consumata quotidianamente dal nostro organismo. Con un esercizio fisico moderato occorrerebbero un paio di tazze in più, e con una attività fisica intensa, si dovrebbe raggiungere almeno 2-3 tazze in più per ogni ora di allenamento.

 

 

Può la fede promuovere una cultura della longevità?

 

Gli avventisti di Loma Linda osservano il Sabbath dal tramonto del venerdì a quello del sabato. Si tratta di una messa dei fedeli che inizia con degli inni cantati a cui segue una predica e poi le offerte. Ma la particolarità di questo momento risiede nel dopo messa. Infatti le centinaia di fedeli non vanno subito a casa propria, ma condividono una serie di attività “sociali” come canti, preghiere, o giochi coreografici. Questo ci fa ripensare alla convivialità e alla socialità di altri popoli centenari. La vita sociale che avviene durante il Sabbath risulta fondamentale per favorire pensieri positivi e buon umore.

 

Il Sabbath, in sintesi è considerato un perfetto antistress che consente di ritrovare la pace. Esso offre agli avventisti un giorno per spegnere la televisione, non pensare al lavoro e passare più tempo con le persone care.

 

 

A questo punto siamo in grado di stilare i 10 segreti che favoriscono la salute e la longevità degli avventisti del settimo giorno di Loma Lynda e tentare di applicarli quanto più possibile auspicando ad altrettanta salute e longevità:

 

 

  1. Dedicarsi al Sabbath dedicando il giusto tempo alla famiglia, agli amici e allentando lo stress
  2. Mantenere un peso corporeo adeguato
  3. Praticare esercizio fisico in modo costante e adatto al proprio fisico
  4. Fare vita sociale frequentando amici con cui condividere i propri pensieri
  5. Consumare frutta a guscio almeno 5 volte alla settimana
  6. Aiutare il prossimo
  7. Consumare carne con moderazione
  8. Consumare cene leggere per non sovraccaricare il corpo di troppo lavoro nelle ore notturne
  9. Consumare due o più porzioni di frutta al giorno, legumi 3 volte alla settimana e verdure 4 volte a settimana
  10. Bere molta acqua

 

 

 

 

 

 

 

 

Bibliografia:

Lezioni di lunga vita: le Blue Zones ( National Geografic)

Fonti:

https://publichealth.llu.edu/adventist-health-studies/findings/findings-past-studies/mortality-studies-seventh-day-adventists

http://www.popsci.it/elisir-di-lunga-vita-quanto-e-lontana-limmortalita.html

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2677008/

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21411506

http://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa1307352

https://publichealth.llu.edu/adventist-health-studies/researchers/scientific-publications

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4073139/#B13-nutrients-06-02131