Nutrizione & Cancro – Solo una questione di cosa mangiare?

Che il rapporto tra cibo e neoplasie occupi un posto di rilievo nelle ricerche con cui gli scienziati cercano di comprendere il pianeta cancro ma anche negli interessi informativi di comuni persone, è documentato dal fatto che «NUTRIZIONE e CANCRO» su www.google.it individua oltre 3.000.000 risultati, i quali diventano, nel caso di «NUTRITION and CANCER»-, quasi 80.000.000, cosicché il concetto che una buona alimentazione aiuti nella guerra dichiarata a questa malattia, è entrato oramai nell’immaginario collettivo (figura 1).

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Le tappe della lotta alimentare al cancro seguono la strategia più generale di ridurne l’ incidenza, cioè il numero di nuovi casi registrati annualmente nella popolazione sana o malata (cosiddetta chemioprevenzione alimentare); e di contenere i noti «danni collaterali» da evoluzione della malattia stessa o da trattamenti terapeutici correlati (chirurgici, radianti, chemioterapici, biologici e immunoterapici), influenzanti negativamente le funzioni dell’ organismo, come l’ appetito e la tolleranza a determinati alimenti o loro utilizzazione .

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Le battaglie si svolgono su piani (anche di … cucina!) dislocati nell’arco della ‘traiettoria’ del lungo processo neoplastico (oggi calcolabile in anni, fortunatamente!), dove, oltre a sostanze farmacologiche di supporto, esistono alimenti di dimostrata evidenza scientifica, che aiutano a sentirsi meglio mediante il ripristino delle forse esauste e a ad affrontare con un diretto corpo-a-corpo una malattia sempre più cronicizzata.

Questo nostro breve viaggio indica quali siano le tappe di sviluppo e di cura della malattia in cui una corretta terapia alimentare, composta cioè dall’ assunzione di cibi salutari e da tecniche di cottura adeguate (culinary nutrition), si integra con i trattamenti tradizionali (figura 2). Faranno seguito a questo primo articolo paradigmatico ulteriori elaborati dedicati alle evidenze scientifiche relative alle varie sedi anatomiche sucettibili di malattia tumorale.

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Un ‘nuovo’ campo di lotta contro il cancro: la tavola!

Contrastare lo sviluppo tumorale nella popolazione sana o la ricomparsa del tumore nei pazienti stabilizzati

Due categorie di persone solo in apparenza diverse ma in realtà molto simili nelle quali una cucina naturale e basata su prove di efficacia si adopera per pre-venire la comparsa del processo di trasformazione neoplastico o la ri-comparsa dello stesso o di nuovi altri processi, mediante l’uso di legumi, cereali integrali nonché frutta fresca e verdura accompagnati da una quantità ridotta di carne rossa e conservate (salumi, etc.) e, più recentemente, dall’uso di frutta secca, tra cui noci in particolare. Altro imperativo è il contenimento massimo del consumo di zucchero come tale o contenuto in bevande tipo soft drink, al fine dichiarato di …. affamare il cancro, noto divoratore di zucchero che peraltro sperpera sotto il profilo biochimico.

Mangiare senza sfamare la malattia oncologica.

Nella maggior parte delle persone affetta da cancro una perdita di peso, a volte consistente, è legata al fatto che letteralmente il cancro «si mangia» il proprio ospite, in una sorta di orripilante cannibalismo parassitario legato all’ipermetabolismo basale conseguente al già accennato cattivo utilizzo degli zuccheri da parte delle affamate cellule tumorali e al calo dell’ appetito del paziente da liberazione di citochine tumorali o da presenza di sintomi anoressizzanti quali dolori, nausea e vomito, in soggetti con sindromi ansioso-depressive.

Fronteggiare gli effetti collaterali delle cure

Non solo la chemioterapia può essere responsabile di effetti collaterali particolarmente avvilenti, quali nausea e vomito, stipsi o diarrea, inappetenza, vomito, nausea, eruttazioni, diarrea ma anche mucositi da biologici o da radioterapia o sequele da ‘nuova’ anatomia post chirurgia demolitiva, possono essere frequenti e richiedere oltre a farmaci specifici, anche alimenti come miele con cortisone per le ulcere buccali, o piccole dosi di zenzero o prodotti a base di menta per attenuare la nausea.

In più occorre prestare attenzione ad alimenti apparentemente innocui, ma che possono esercitare effetti di interferenza relativamente ad alcuni farmaci biologici:  pompelmo e il suo succo, per esempio, possono bloccare l’azione di enzimi importanti per l’assorbimento e il metabolismo di alcuni farmaci quali quelli antiEGFR, riducendone l’efficacia, come anche alcuni prodotti di erboristeria, come ginseng, ginkgo biloba e aloe, che talvolta possono essere presi senza previo consulto medico.

Alimentarsi in scenari poco umanizzati

Mangiare non è portare cibo in bocca, ma in soggetti resi fragili da condizioni morbose un’insospettabile occasione da cui prendono origine ansie da prestazione e sensi di colpa. Inoltre il ricovero per lunghi periodi, espone a quelle disumane regole degli Ospedali, con orari fissi di distribuzione e consumo dei pasti evidentemente più dettate da esigenze legate al Personale che non al Paziente, che magari in quel momento sta eseguendo una Tac, per cui finisce per mangiare controvoglia cibi dall’ incongrua temperatura, incapaci certo di contrastare l’inappetenza quasi costante di pazienti, assistiti in Istituzioni con Personale scarso o non adeguatamente formato alla compassione (tipiche le frasi frustanti della serie “aiutati mangiando”!) oppure con indisponibilità di familiari vicarianti.

Il 14 Dicembre 2017 è stato siglato l’ accordo in Stato-Regioni su nuove Linee di indirizzo percorsi nutrizionali nei pazienti oncologici, con cui è stato presentato il modello di percorso integrato che permetta di garantire la continuità assistenziale ospedale-territorio secondo un processo di integrazione tra medico nutrizionista, iI personale dietista , infermiere territoriale , farmacista,  psicologo, MMG, PLS e lo svolgimento di un programma nutrizionale personalizzato e associato al trattamento oncologico sin dal primo accesso ai servizi   http://www.regioni.it/sanita/2017/12/18/conferenza-stato-regioni-del-14-12-2017-accordo-sul-documento-recante-linee-di-indirizzo-sui-percorsi-nutrizionali-nei-pazienti-oncologici-544249/ 

Prof. Salvatore Palazzo ed Ercole De Masi

Bibliografia essenziale

World Cancer Research Fund, American Institute for Cancer Research: Food, Nutrition, Physical Activity, and the Prevention of Cancer, 2007; http://www.wcrf.org/sites/default/files/Second-Expert-Report.pdf

World Cancer Research Fund International, Cancer Prevention and Survival, may 2017 edition, http://www.wcrf.org/sites/default/files/CUP%20Summary%20Report%20May17.pdf

Maki Inoue-Choi, DeAnn Lazovich, Anna E. Prizment, and Kim Robien Adherence to the World Cancer Research Fund/American Institute for Cancer Research Recommendations for Cancer Prevention Is Associated With Better Health-Related Quality of Life Among Elderly Female Cancer Survivors, J Clin Oncol 31:1758-1766, 2013